Insulta sindacalista Cgil, condannato il genero di Totò Riina

Aveva offeso pesantemente Dino Paternostro, storico della mafia corleonese e responsabile del dipartimento Legalità della Cgil palermitana, definendolo “buffone”, e lo aveva pure invitato a denunciarlo con la spocchia tipica di chi pensa di avere l’impunità. Ma è andata male a Salvatore Antonino Ciavarello, detto “Tony”, 44 anni, genero del boss mafioso Totò Riina. Sì, perché Dino Paternostro, ha accolto l’invito e lo ha denunciato davvero. Ciavarello era così finito sotto processo per diffamazione davanti al tribunale di Termini Imerese e, proprio l’altro ieri, condannato ad una multa di 800 euro.

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Salvatore Antonino Ciavarello

Ma perché Ciavarello aveva attaccato Dino Paternostro? Il 29 maggio, in occasione della processione di San Giovanni Evangelista, la “vara” del santo si era fermata davanti all’abitazione della moglie di Riina, Ninetta Bagarella. Una vicenda che, allora, valicò i confini nazionali. Paternostro aveva allora pubblicato sulla sua bacheca facebook un articolo sulla vicenda accompagnato dalla didascalia “Corleone di questi tempi non si fa mancare niente…”. E la risposta del genero di Riina a Paternostro non si era fatta attendere: “Signor Paternostro – aveva scritto Ciavarello  questa volta le devo dare l’occasione di denunciarmi, ma me lo lasci dire, buffone lei e il suo collega che ha scritto l’articolo. Ma lei più di chi lo ha scritto…”.

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Dino Paternostro

Paternostro a quel punto, ha presentato querela e il pm, Giovanni Antoci ha mandato a processo Ciavarello per avere, con le sue parole, “offeso la reputazione di Paternostro”. Un giudizio che, a quanto pare, è stato condiviso dal giudice.

“Giustizia è fatta”, ha commentato Paternostro. “Probabilmente il signor Ciavarello – date le sue “importanti” parentele – pensava di poterci impunemente insultare ed offendere, senza rischiare una denuncia, nonostante il suo invito a farlo. Invece l’abbiamo denunciato. E i giudici del Tribunale di Termini Imerese gli hanno insegnato che le regole del vivere civile valgono anche per lui! l’hanno condannato a pagare una multa di 800 euro che incasserà interamente lo Stato”.

Fortebraccio News

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