Un Super Landini da Lucia Annunziata: “Esuberi è una brutta parola, i lavoratori sono persone”

Sono passati venti giorni esatti dalla sua ultima apparizione negli studi di in “Mezz’ora in Più“, la trasmissione di Rai 3 condotta da Lucia Annunziata. Nel corso di quella puntata, Maurizio Landini non aveva risparmiato bordate a Matteo Renzi e Matteo Salvini, impegnati, in quei giorni, a lanciare “occhiatine” agli evasori fiscali, rispettivamente alla Leopolda e a Piazza San Giovanni: “Chi evade le tasse è un ladro”, aveva detto il segretario generale della Cgil, senza troppo giri di parole, incalzato dalla conduttrice. E oggi è di nuovo lì, pronto a parare i potentissimi tiri in porta della padrona di casa e a lanciare il contropiede. Sembra in forma, Landini, in super forma, quando alle 14.30, puntuale come una bolletta dell’Enel, dal tg3 danno la linea a Lucia Annunziata per le anticipazioni della puntata. Sono presenti in studio alcune rappresentanze di realtà aziendali in difficoltà, 60 lavoratori di Ilva, Alitalia, Italpizza, Treofan, Conad/Auchan, Metropolitana di Roma, i rider, gli edili.. In primo piano lo striscione della Filt trasporto aereo, tra il pubblico si intravedono le felpe di Fiom e Uilm. “Oggi sono in ottima compagnia”, dice Annunziata mentre elenca i dati drammatici delle 153 crisi aziendali.

Landini è seduto tra il pubblico. “Come si trova accanto agli operai? chiede la conduttrice”. “Mi trovo a casa mia”, risponde prontamente il segretario della Cgil.

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La parola passa agli operai: “Abbiamo apprezzato Conte, l’unico a venire in mezzo ai lavoratori Ilva. Se non troveremo gli stipendi, succederà la rivoluzione, nemmeno noi dei sindacati potremo dire qualcosa a 13mila lavoratori”, dice il delegato Uilm. Parla poi la delegata Alitalia: “Nessuno può essere contrario alla nazionalizzazione di Alitalia, ma manca un piano industriale serio, inutile parlare di alleanze. Anche in Alitalia si parla di 5mila esuberi. Il denominatore comune delle crisi che si sono succedute è sempre il taglio di retribuzioni e posti di lavoro ma sono i Piani industriali che hanno fallito, non i lavoratori”, dice l’assistente di volo Alessandra Migliaccio, fazzoletto rosso della Filt al collo. La parola passa ad una lavoratrice Auchan, 36 anni di lavoro: “Noi temiamo che ci saranno esuberi nella vendita di Auchan a Conad. Non abbiamo capito quale sia il piano industriale e il piano occupazionale. Noi lavoratori non sappiamo che fine faremo. Abbiamo lottato per i nostri diritti e sappiamo che li stiamo perdendo”.  Interviene Paolo della Treofan, azienda che produce film plastici. L’azienda che aveva due stabilimenti, Terni e Battipaglia , nel 2018 è stata ceduta alla Jindal indiana che ha chiuso Battipaglia nonostante ci fossero commesse: “Hanno firmato contratti mai rispettati – dice Paolo – e non vengono nemmeno al Mise a confrontarsi. Ci sono aziende che vorrebbero acquistare lo stabilimento di Battipaglia ma Jindal nemmeno risponde”

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“Ho una storia bellissima”, continua Lucia Annunziata. “La storia di Italpizza, mille dipendenti, l’azienda va bene. Qui le pizze le fanno le donne, a mano. Ma allora qual è il vostro problema?”

“Il nostro problema”, risponde Eliana, operaia Italpizza “è che 900 lavoratori su 1000 di Italpizza sono in appalto”

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A quel punto, parte l’intervista a Landini. Si parla subito di ArcelorMittal (ex Ilva) che ha chiesto 5000 esuberi.

Landini: “Se si fanno degli accordi, addirittura in presenza del governo, accordi approvati a voto segreto dai lavoratori, non può essere che ci sia qualcuno che si alza ala mattina e dice quegli accordi non valgono. Inaccettabile toccare un accordo che è passato con il 90% dei lavoratori in voto segreto. In sette anni sono cambiati sei governi, i lavoratori sono sempre quelli. Ricordo che Mittal non ci ha ancora detto nulla. Noi al governo abbiamo chiesto che venga riattivato un tavolo con Mittal e allo stesso tempo stiamo dicendo che questo paese deve continuare a produrre acciaio altrimenti crolla il sistema di produzione. Arcelor Mittal è il più grande gruppo mondiale che produce acciaio. Si è impegnata a investire, a ambientalizzare, a rimodernare. E comunque esuberi è una brutta parola, stiamo parlando di persone, di lavoratori.”

E ancora, dice Landini, “Sarebbe opportuno che lo Stato entri nell’ex Ilva con una quota per verificare quello che si fa e come lo si fa. Il mercato da solo queste crisi non le risolve. Peugeot e Wolskwagen hanno lo Stato dentro, non esiste al mondo un luogo dove il mercato da solo risolve tutto. All’estero i governi sostengono i settori strategici per il Paese. In Italia manca una politica industriale dei governi”.

rider
Talem Parigi

Poi Lucia Annunziata lancia un servizio sui rider, i ciclofattorini che consegnano il cibo a casa. E subito dopo dà la parola ad un rider fiorentino presente in studio, Talem Parigi: “Si sta tornando al 900”, dice il giovane ciclofattorino, “alla cancellazione di tutti i diritti conquistati dal sindacato e anche dalla mia famiglia. Niente ferie, niente malattie, niente di niente”. Landini lo osserva e annuisce: “Per questi lavoratori”, dice, “chiediamo una cosa semplice: il contratto nazionale di lavoro. I  contratti collettivi ci sono, vanno applicati anche per i rider “.

Fortebraccio News

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