Assolti dopo otto anni di processo 38 operai Fincantieri di Palermo

In 38 erano finiti sotto processo per aver difeso nel 2011 il proprio posto di lavoro. Tutti operai della Fincantieri di Palermo, tutti iscritti alla Fiom Cgil, tranne uno. E dopo otto anni di vicissitudini giudiziarie, finalmente, ieri, la sentenza: assolti. Gli operai, accusati dall’azienda di reati tra i quali danneggiamento aggravato, violenza privata e manifestazione non autorizzata, solo perché avevano partecipato a uno sciopero, durato 11 giorni, proclamato per il mancato arrivo a Palermo di una commessa da 70 milioni di euro, hanno vinto.

“Il giudice, nonostante l’intervenuta prescrizione, ha riconosciuto gli operai, totalmente estranei ai fatti addebitati”, dichiara l’avvocato Fabio Lanfranca, che li ha difesi.  “Operai accusati ingiustamente, che hanno dovuto subire un lungo processo, in cui ci siamo difesi citando 23 testimoni in aula, tra cui molti operai. Non tutti sono venuti in aula perchè non hanno avuto dall’azienda il permesso per assentarsi”. “I fatti – aggiunge Lanfranca – si riferiscono a giornate caldissime di sciopero degli operai di Fincantieri, che entrano in mobilitazione in seguito alla notizia del mancato arrivo di una importante commessa, fatto che per Palermo avrebbe avuto come conseguenza l’aumento della cassa integrazione per tantissimi di loro. Seguono le settimane di sciopero in cui gli operai rinunciano al salario, dormono di notte sul tetto della palazzina della direzione, occupata proprio per difendere il posto di lavoro”.

Gli operai assolti non nascondono la loro soddisfazione: “Per noi è una grandissima vittoria. Si chiude positivamente, per me, per le altre due Rsu della Fiom, Serafino Biondo e Giuseppe Pirrotta, e per gli altri compagni di lavoro iscritti alla Fiom, una vicenda amara che ci ha visti in questi anni, adesso lo possiamo dire, ingiustamente sul banco degli imputati – dichiara Francesco Foti, segretario Fiom Cgil Palermo, ai tempi Rsu della Fiom a Fincantieri – Colpiti per avere lottato per il mantenimento del lavoro e per la tenuta stessa del cantiere”. “Su più di un migliaio di lavoratori che assieme a noi aveva partecipato allo sciopero – aggiunge Foti – fu incolpato il gruppo dirigente della Fiom, per avere occupato la strada e gli uffici della dirigenza. Qualche operaio salì anche su una delle gru. Quella lotta per noi era importante, perché Fincantieri ci aveva comunicato che saremmo andati in cig a zero ore, per un periodo illimitato. E grazie a quella battaglia arrivò invece la commessa dell’Alba Marina della Edison, per una trasformazione che ha dato lavoro per 18 mesi non solo a noi ma a tutti dipendenti di Fincantieri e a più di un migliaio di operai dell’indotto. Saremo sempre pronti a tutelare il nostro lavoro e lo stabilimento che esiste da 130 anni e che ancora oggi rimane l’unica e più importante realtà produttiva palermitana”.

Esprime soddisfazione anche la Cgil di Palermo: “E’ una sentenza che riconosce giustizia ai lavoratori del Cantiere Navale di Palermo per un lungo processo che hanno dovuto subire ingiustamente – dichiara il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo – Questi operai sono stati processati per aver lottato per la difesa del loro posto di lavoro e per i loro diritti. La denuncia di Fincantieri si è rivelata del tutto infondata. E ci auguriamo da questo momento l’attenzione si concentri ancora di più sullo sviluppo e sul rilancio del cantiere, per consolidare la crescita produttiva di Palermo e dell’occupazione nella nostra città”.

Oggi è un bel giorno. Ci associamo alla soddisfazione degli operai Fincantieri.

Fortebraccio News

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