Ecco come è andato il primo “congresso” nazionale delle Sardine

I delegati per la prima grande plenaria nazionale delle Sardine arrivano alla spicciolata, trascinano trolley, indossano occhiaie profonde e si guardano sorpresi quando trovano ad attenderli un nutrito drappello di giornalisti.

Pensavano di riuscire a tener segreta la location scelta, si sbagliavano. Ormai sono sulla bocca di tutti, difficile sfuggire ai segugi dei grandi network. Hanno scelto lo Spin Time Lab per questa prima riunione, stabile occupato da 450 famiglie nel cuore di Roma a due passi da Santa Croce in Gerusalemme, qualche centinaio di metri da quella Piazza San Giovanni che ieri hanno riempito a dismisura.

Otto ore di incontro serrato per conoscersi, mettere a punto una strategia e provare a darsi un’organizzazione. Com’è andata lo abbiamo chiesto a Grazia Desario, delegata di questa prima Plenaria che ringraziamo per la disponibilità.

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Come ci si sente dopo aver riempito Piazza San Giovanni?

“Ho sentito un aria di liberazione dal buco nero in cui i populisti e i sovranisti stavano spingendo l’Italia. Ho sentito un bisogno dello stare insieme e di parlare, dialogare, confrontarsi. Anche nella loro variegata appartenenza, erano accomunati da un un ideale di pace e fratellanza uniti nelle due canzoni simbolo: Bella ciao e l’inno di Mameli”

Cosa ti è rimasto dentro della manifestazione di ieri?

“Essendo co-amministratrice Dell’Arcipelago delle sardine che conta oltre 190 mila iscritti, sapevo che la piazza San Giovanni sarebbe stata piena. Ma essersi immersa in questo popolo mi ha fatto mancare il respiro.
Mi sono sentita gravata da un impegno che continuerà nei prossimi mesi per difendere e diffondere un senso di risveglio dall’apatia che ha colpito il popolo della sinistra. Il lavoro, la salute, l’istruzione, l’ambiente e la lotta ad ogni forma di emarginazione saranno le nostre parole d’ordine, con la fermezza, la leggerezza e la gentilezza che ha contraddistinto finora questo movimento”

In quanti avete partecipato alla Plenaria?

“In assemblea eravamo circa 150 e abbiamo partecipato tutti con lo stesso spirito, quello di continuare ad essere la voce della democrazia, la voce di quelle fasce deboli che la politica ha dimenticato”

Come avete deciso di strutturarvi?

“Non ci siamo strutturati, non esiste un capo, e la linea comune che porteremo avanti è quella di arginare le destre. Per ora siamo concentrati sulle regionali in Emilia Romagna e tutti noi dobbiamo sostenere gli amici bolognesi e non lasciarli soli”

Quali sono i vostri interlocutori? nella politica e tra le forze sociali?

Siamo altamente democratici ed il confronto non può che essere la forma più nobile del dialogo ed è chiaro che è rivolto a chi è più vicino ai messaggi che stiamo portando nelle piazze. Diritti umani, equità sociale, integrazione, lavoro, ambiente.

Prossimi appuntamenti?

Ci aspetta una sfida importante e per ora l’obiettivo principale è quello che in Emilia Romagna vinca Bonaccini. È l’unico appuntamento su cui concentreremo tutte le nostre energie.

Solo qualche mese fa lo Spin Lab era stato l’ennesimo palcoscenico della deriva autoritaria dell’ex ministro Salvini che aveva provato in tutti i modi a chiuderne l’esperienza e a sgomberare tutte quelle famiglie. Poi c’era stata la solidarietà e l’impegno del vasto fronte della solidarietà, dalla Cgil all’elemosiniere del Papa che aveva riallacciato personalmente la corrente elettrica scatenando l’ira della destra romana. Oggi proprio qui hanno deciso di incontrarsi le Sardine d’Italia, paradigma rovesciato e un pezzo di strada già percorsa insieme.

QUI IL RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA PLENARIA DIFFUSO DAL GRUPPO NAZIONALE DELLE SARDINE

Roma, 15 dicembre 2019

Il nostro prossimo passo è tornare sui territori. Con iniziative che saranno realizzate in tutte le regioni d’Italia, liberando la creatività, valorizzando l’arte, favorendo l’interazione fisica fra i corpi.

Decine di iniziative a partire dal mese di gennaio, dopo che si saranno concluse le attività nelle piazze già in calendario. Sarà dedicata una particolare attenzione alle prossime elezioni in Calabria e, soprattutto, in Emilia Romagna, dove è nato il fenomeno sociale delle Sardine. Nel corso della mattinata di oggi, i referenti delle sardine italiane si sono ritrovati e confrontati per definire i prossimi passi. Due ore di discussione divisi in gruppi a seconda delle regioni di provenienza, con l’obiettivo di definire le prossime iniziative che saranno sviluppate sui territori.

Fra queste:

“Sardina amplifica sardina”, che sarà organizzato nel Lazio, per raccogliere i bisogni dei territori attraverso sardine che saranno raccolte in un’unica rete simbolica;

“Tutti sullo stresso treno”, un treno di sardine che attraverserà la Liguria fino alla Francia;

“Staffetta delle sardine”, che sarà realizzata in Sicilia per raggiungere anche le zone con situazioni critiche e complesse.

Oggi per queste nuove iniziative si sono gettate le basi, che saranno poi sviluppate nelle prossime settimane e presentate nel dettaglio.

Un denominatore comune emerso da tutte le proposte è l’attenzione alle zone periferiche, alle piccole città e alle località di provincia. Uno degli obiettivi delle Sardine fino a fine gennaio sarà raggiungere il più possibile territori che, spesso perché in difficoltà, si sono rivelati più vulnerabili ai toni populisti. Lo stesso accadrà in Emilia Romagna, con iniziative ad hoc che saranno organizzate sia nella “bassa”, sia nelle zone collinari e montane.

Nessuna discussione, invece, su temi politici specifici, che per definizione sono complessi e non possono essere affrontati in una mattinata in modo adeguato. Negli ultimi 30 giorni le sardine hanno scatenato una straordinaria energia, occorrerà molta pazienza per dare anche un’identità politica a questo fenomeno. E’ la stessa pazienza che chiediamo al mondo dei media. Capiamo l’urgenza di avere risposte ma ribadiamo che queste, invece, possono maturare solo con il tempo, e con la costruzione di un percorso condiviso che continuerà a rafforzarsi nelle prossime settimane.

Ciò che è certo è che le sardine si sono riunite per combattere tutte le forme di comunicazione politica aggressive, che strizzano l’occhio alla violenza, verbale o fisica, online o offline.

Ribadiamo i punti emersi dalla piazza di Roma e condivisi durante la giornata di oggi:

Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a fare politica invece che fare campagna elettorale permanente.
Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente su canali istituzionali.
Pretendiamo trasparenza nell’uso che la politica fa dei social network.
Pretendiamo che il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicini il più possibile alla verità.
Pretendiamo che la violenza, in ogni sua forma, venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica.
Chiediamo alla politica di rivedere il concetto di sicurezza, e per questo di abrogare i decreti sicurezza attualmente vigenti. C’è bisogno di leggi che non mettano al centro la paura, ma il desiderio di costruire una società inclusiva, che vedano la diversità come ricchezza e non come minaccia.

Le sardine nelle istituzioni ci credono, e si augurano che con il loro contributo di cittadini la politica possa migliorarsi. Politica è partecipazione. La giornata di oggi è stata partecipazione. La giornata di oggi è stata politica.

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Intervista di Lorenzo Serio

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