La Cgil porta Deliveroo in tribunale. Il rider Antonio Prisco: “Non può decidere un algoritmo se posso ammalarmi o no”

I Riders fanno sul serio e a Bologna promuovono un’azione legale per condotta discriminatoria contro un gigante mondiale del cibo a domicilio. Alla base della causa l’utilizzo dell’algoritmo ‘Frank’: per il sindacato emargina i lavoratori che, per motivi personali legati a diritti come la malattia e lo sciopero, non si rendono continuativamente disponibili al lavoro. Antonio Prisco è uno dei protagonisti di questa lotta: 36 anni, rider per Deliveroo impegnato da tempo con la Cgil per cercare di mettere ordine in un mondo che sembra strutturato proprio per disaggregare i lavoratori e comprimerne i diritti.

Come nasce la causa di Bologna e quanti sono i lavoratori coinvolti?

La causa vede coinvolti tutti i lavoratori italiani sfruttati da Deliveroo. Alcuni tra noi compariranno anche come testimoni, lo faranno anche per altri colleghi, che specialmente al Sud sono ancora più ricattati dalla scarsità di lavoro e preferiscono non esporsi. Quello che combattiamo è un sistema simile al caporalato delle campagne E’ la prima volta che in Europa si intenta una causa del genere.

Che aspettative avete? Davide riuscirà a battere Golia?

In alcuni lander tedeschi sono state intentate cause simili ma non sono arrivate in giudizio perchè sono state regolate prima dalle nuove leggi sul lavoro. Non sappiamo se riusciremo a vincere ma ce la stiamo mettendo tutta

Possiamo quindi sfatare il luogo comune che vede il sindacato lontano dalle nuove forme del lavoro?

Oggi si, oggi i lavoratori della gig economy si avvicinano e il sindacato deve continuare a parlare con nuove parole. Abbiamo riscontri importanti in tante città, non solo Bologna e Firenze ma anche Napoli, Palermo o Catania.

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Antonio e altri rider incontrano Landini

Come si sta evolvendo questo mondo, cosa dobbiamo aspettarci?

Il sistema di sfruttamento del lavoro della Gig Economy si sta, se possibile, estremizzando. Pensa alle Virtual Kitchen , ristoranti che non esistono nella realtà ma fanno solo consegne, alle agenzie di Cleaning che ti vengono a ripulire casa o ancora peggi oalla commistione di piattaforme tipo Air B&B con piattaforme di Concierge. Tutte persone che vengono pagate poco sfruttate da un padrone digitale che non si fa vedere come ‘Frank’, un algoritmo che decide se domani lavoro oppure no.

Che ne pensi della nuova legge?

E’ confusa e frammentata e viene da vent’anni di leggi sul lavoro che almeno a mio parere non si possono accettare è l’ennesima accezione al ribasso dei diritti. La legge farà esplodere tutte le contraddizioni di un sistema che riguarda 850mila persone, noi i Riders siamo solo il 3% di questa grande platea, ma almeno noi sappiamo chi ci sfrutta, ce lo abbiamo scritto sulle spalle mentre pedaliamo in giro per le città

Ti sei esposto di persona in questa lotta, pentito? 

Io sono figlio di una generazione che vive un malessere generalizzato per mancanza di sicurezza sociale, pochi riescono a percepirlo e ancor meno sanno come aiutarci. Io sono figlio di un epoca in cui ti devi accontentare, specialmente se vieni dal Sud, di vivere per pochi spicci. Non riesco a contestare i miei fratelli, i miei compagni che lavorano 7 ore per 60euro ancora senza diritti, che rischiano la pelle sulle strade e non hanno nessun diritto; ma quanto è bello sentirli a un certo punto capire cosa significa avere diritti e sentirli lottare per quei diritti.

Lorenzo Serio

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