Bilanci falsi al Comune di Catania, la Cgil si costituirà parte civile, Longo: “Atto dirompente”

Un fatto senza precedenti, l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal direttivo provinciale della Cgil di Catania in cui si annuncia la costituzione di parte civile in un eventuale processo contro l’amministrazione comunale di centrosinistra guidata dall’ex ministro dell’interno Enzo Bianco. Come senza precedenti è il dissesto finanziario di una città delle dimensioni di Catania, un comune “fallito” per responsabilità politiche riconducibili alle ultime tre giunte comunali (due a guida centrodestra e l’ultima a guida centrosinistra) che avrebbero determinato un “buco” di bilancio che, a tutt’oggi, non sembra essere stato esattamente quantificato ma comunque superiore al miliardo e mezzo di euro.

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Ed è proprio sull’operato di Bianco e dei suoi assessori che si sono concentrate le attenzioni della magistratura. Che, in questi giorni, ha concluso le indagini sui presunti bilanci comunali falsi approvati nel quinquennio 2013-2018. Tutta la giunta è stata sottoposta ad indagine e adesso si attende il responso del giudice che dovrà decidere se mandare a processo l’intera amministrazione comunale.

La Cgil etnea, come dicevamo, ha approvato all’unanimità, nel corso dell’ultimo direttivo provinciale, un ordine del giorno che prevede, nel caso in cui la giunta Bianco fosse mandata a processo, di costituirsi parte civile nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini:  “Al direttivo della Camera del Lavoro – spiega Claudio Longo, componente dell’organismo provinciale del sindacato e principale protagonista dell’iniziativa di costituzione di parte civile – abbiamo approvato, all’unanimità, un documento forte e importante, frutto di un percorso iniziato un anno fa sulle responsabilità politiche nel dissesto del comune: ferma restando la presunzione di innocenza, nel caso in cui i componenti dell’amministrazione Bianco andassero a processo, la Cgil di Catania si costituirà parte civile”.

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Longo con Maurizio Landini e Claudio Fava

Longo, una vita passata a difendere i lavoratori edili e a combattere il malaffare nel settore delle costruzioni, oggi promosso nei ranghi della Cgil regionale, da oltre un anno si batte perché vengano accertate le responsabilità del dissesto finanziario. E oggi, incassato l’ordine del giorno, commenta: “La Cgil dimostra di guardare agli interessi dei lavoratori, dei pensionati, dei cittadini che sono, che siamo, le vere “vittime” sacrificali del malgoverno di questa città, perché su di loro, su di noi, e sulle giovani generazioni, ricadranno per anni le conseguenze del dissesto. La costituzione di parte civile è un atto dirompente in una città in cui negli anni si è consolidato un blocco di potere trasversale che ha portato ai disastri della situazione attuale. Un blocco di potere trasversale che sta implodendo come dimostrano le inchieste sul comune, sull’università, sull’Anas, sul sistema dell’informazione e sui principali esponenti politici della città, di centrodestra e di centrosinistra, ultimo il più votato deputato regionale del territorio, Luca Sammartino, ex Pd oggi con Renzi, al centro di un’inchiesta sulla corruzione elettorale. Il tappo – conclude il sindacalista – sta saltando ma non basta l’attività della magistratura, che ringraziamo per il lavoro che sta svolgendo per riportare legalità. Serve un risveglio delle coscienze dei cittadini e un ulteriore slancio per restituire alla città il futuro che merita”.

Fortebraccio News

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