A te che ti chiedi a cosa serve il sindacato

Ieri è stata una giornata importante. Il reddito netto di sedici milioni di persone è aumentato, o meglio, aumenterà a partire da luglio, quando ai lavoratori che hanno retribuzioni fino a 40.000 euro, la busta paga verrà “rinforzata” fino a 100 euro al mese.

Maurizio Landini lo ha sempre detto: il cambiamento inizia dalle buste paga in un paese in cui, come titola l’ultimo riuscitissimo libro di Marta e Simone Fana, “Basta salari da fame”, (recensito sul nostro blog da Maurizio Brotini), abbiamo una questione salariale grande come una casa.

Ieri, nell’incontro col governo, il sindacato è riuscito ad ottenere la riduzione delle tasse per chi lavora. Un risultato che non è caduto dal cielo, che nessuno ha regalato ma è il frutto di un lungo percorso di mobilitazione iniziato il 9 febbraio dell’anno scorso, quando Cgil, Cisl e Uil, riempirono piazza San Giovanni per chiedere un cambio di passo e per redistribuire un po’ di ricchezza.

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Ora, non è che siamo diventati improvvisamente ricchi, come ha sottolineato ieri Landini, e tanto ancora c’è da fare. Sugli incapienti, sui lavoratori poveri, sui precari, sui pensionati, sulle pensioni dei giovani, sulla legge Fornero, sui rinnovi contrattuali. Tutte questioni su cui il sindacato chiede risultati concreti al governo. Intanto, ieri un grande passo avanti è stato fatto e va riconosciuto al sindacato – che non è certo esente da errori – di aver fatto bene il suo mestiere, di aver portato più soldi nelle tasche dei lavoratori. A questo – ma non solo a questo – serve il sindacato.

Fortebraccio News

11 pensieri riguardo “A te che ti chiedi a cosa serve il sindacato

  1. Buongiorno,tutto bene e tutto ok.Sono un Capotreno di Trenitalia ,Vi chiedo:possibile che nessuno faccia niente per fare giustizia per quanto ci ha causato la Fornero?Non siamo più lavoratori usuranti,mentre lo sono chi guida autobus o scuolabus perché trasportano persone!!!Tra i colleghi vige il detto….tanto non cambia Niente!!E lavoriamo sempre in turni più carichi e tutti i giorni dell’anno!!!Saluti e….grazie

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  2. Gli 80 euro non hanno dato gli effetti sperati e aumentarli di 20 non cambia la situazione! Intendiamoci: visto il crollo del monte salari/stipendi/pensioni medio bassi/e sono sacrosanti! Ma se non vengono investiti per fare ripartire i consumi di 1a e 2a necessità e,per l’incertezza del futuro,finiscono nel risparmio non risolviamo niente.Allora molto meglio agire,per ridurre gli imponibili ed evitare l’evasione di IVA e Irpef, sulle deduzioni delle spese primarie e sociali che, insieme ai redditi effettivi formano la capacità contributiva nella effettiva consistenza ( On.le Scoca relatore Ass. Cost. 23 maggio 1947 per l’art. Cost. 53),e su questa applicare aliquote Irpef,per tutti i contribuenti,progressive calcolate su una curva continua di aliquote!

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  3. Riguardo alla importanza della funzione del sindacato non ci sono dubbi. Secondo me però il sindacato non dovrebbe difendere lavoratori che si comportano male (vedi chi timbra e va poi per i fatti suoi o anche chi semplicemente manifesta gravi carenze nel suo lavoro). Purtroppo invece, il sindacato difende il lavoratore a prescindere, anche se non lo merita, mettendo alla pari le brave persone con i furbastri.

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      1. La differenza tra uno che timra e non lavora, e un imprenditore che arriva al suicidio perché non riesce a trovare i soldi ai dipendenti chi la stabilisce?

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  4. Mi sembra che ultimamente ci siamo dimenticati dei pensionati, ci si ricorda solo quando servono per fare del Volontariato,ma se cominciano ad avere problemi economici purtroppo potrebbero avere altro da pensare, considerando che sono la categoria che aderisce di più al Sindacato! Saluti

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  5. Io però me lo ricordo bene lo scetticismo (e sto usando un eufemismo) di Landini agli 80 euro di Renzi. Me lo ricordo molto bene e la cosa mi fa parecchio pensare.

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  6. La differenza tra uno che timra e non lavora, e un imprenditore che arriva al suicidio perché non riesce a trovare i soldi ai dipendenti chi la stabilisce?

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