Landini incontra i giovani a Bruxelles, nella casa del popolo in cui comiziava Lenin

A girare in questi giorni per le strade di Bruxelles, tra i bistrot e le librerie di Rue Bourè o Place Flagey, ci si imbatte in un volto familiare. E’ quello di Maurizio Landini,  che campeggia nelle locandine affisse alle vetrate dei locali o sulle bacheche dei pub del centro e degli storici municipi operai. Questa settimana, giovedì 23 gennaio, Landini sarà nella capitale belga: al mattino parteciperà ad un incontro al Parlamento Europeo, ospite dell’eurodeputato Pierfrancesco Majorino, sul tema “L’Europa sociale e del lavoro per chi emigra”, al quale stanno chiedendo di partecipare diversi europarlamentari, tra cui i greci di Syriza. Nel pomeriggio, alle 17, Landini incontrerà 150 ragazze e ragazzi della nuova emigrazione italiana per confrontarsi su ciò che servirebbe, in Italia, per non essere costretti a partire  o, almeno, per poter scegliere di tornare. Un evento in città – e non solo per gli italiani – tanto che giovedì, il consiglio comunale di Saint-Gilles, il municipio più multinazionale d’Europa, 147 nazionalità diverse tra i suoi abitanti, ha deliberato ufficialmente l’invito e il patrocinio all’incontro.

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Tra chi ha affisso le locandine c’è Alessandra Giannessi, 31 anni, di Pistoia, una delle 30.000 tra italiane e italiani che dal nostro Paese sono andati a Bruxelles in cerca di un lavoro e di opportunità. Alessandra è arrivata anni fa, da studentessa, ha lavorato come cameriera, poi stagista, si è occupata dei diritti delle persone migranti e oggi lavora ad Itaca, l’associazione che ha organizzato, assieme all’Inca, la giornata di Landini in Belgio: “Sì, ma mica le ho affisse da sola le locandine!”, dice Alessandra, che abbiamo raggiunto ieri sera via Messenger. “Anzi, per la verità io ne ho messe alcune, ma negli ultimi giorni, pure ieri, di sabato, un sacco di amici, amiche e compagne hanno fatto il giro di bar, librerie, mercati, e altro. E in diversi posti dove sono state affisse non sappiamo chi le abbia messe!”. E’ entusiasta, Alessandra, sarà lei a moderare l’incontro del pomeriggio: “C’è grande attesa. Abbiamo ricevuto reazioni entusiaste, ci stanno aiutando nei preparativi tantissime persone delle realtà più diverse”. Tra queste, precisa, c’è Anpi, l’Arci, Solidar, Cultura contro camorra, e tutte e tre le librerie italiane di Bruxelles. Quando la contattiamo, Alessandra è alle prese con gli ultimi preparativi, nella “casa del popolo” in cui parlerà Landini.

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Alessandra Giannessi lavora all’incontro con Landini

In quella ex casa del popolo a Saint Gilles – che un tempo ospitava, al terzo piano, la sede provvisoria dell’Internazionale socialista – ora “riconvertita” in centro comunale di iniziative culturali e sociali, nel gennaio del 1914, alla vigilia della prima guerra mondiale, tre anni prima della Rivoluzione d’Ottobre, c’è capitato Vladimir Lenin, allora esule, di ritorno da Cracovia dove aveva partecipato al congresso dei socialdemocratici lettoni.  Alla “Maison du peuple”, Lenin tiene un discorso davanti ai marinai belgi, incontra poveri, lavoratori del sindacato, agitatori, gente allora braccata dalla polizia.

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La storica sala in cui parlerà Landini

La scelta del luogo, a sentire gli organizzatori, non è stata casuale, anzi: E’ un posto simbolico – spiegano – in un quartiere un tempo operaio (e dunque anarchico e socialista) e  rimasto, ancora oggi, un luogo di ritrovo popolare, anche per i molti giovani (e meno giovani) italiani che vivono e lavorano a Bruxelles. E che sperano di poter tornare in Italia, nella loro terra, come recita il titolo dell’incontro con Landini. Un titolo che in realtà è una domanda e un’intelligente “provocazione”: “E se tornassimo tutti?”.

Fortebraccio News

 

2 pensieri riguardo “Landini incontra i giovani a Bruxelles, nella casa del popolo in cui comiziava Lenin

  1. “Cultura contro camorra”, Ccc, associazione di diritto belga per la lotta al crimine organizzato, ha aperto, con altre associazioni, un locale, Vi45, nei pressi della Maison du Peuple di St. Gilles (rue de la Victoire 45); un centro interculturale di lotta per una società più solidale, più partecipata. Ccc parteciperà all’incontro con Landini esponendo i PACCHI alla camorra della NCO, Nuova Cooperazione Organizzata.

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