Il sindacato lombardo chiede la sospensione di tutte le attività non essenziali: “Fermiamoci per la vita”

La Lombardia è la regione più colpita dal coronavirus. Le immagini dei furgoni dell’esercito che attraversano Bergamo carichi di salme o dei malati nei reparti di terapia intensiva sono scolpite nell’immaginario collettivo.. Forse per questo, in Lombardia, la consapevolezza della gravità della situazione è ancora più forte. Da dieci giorni il sindacato lombardo chiede di fermare tutte le attività non essenziali, tutte “le  produzioni che si possono sospendere”, dice Massimo Bonini, segretario della Cgil di Milano: “I numeri sono impietosi – avverte Bonini – abbiamo superato i morti della Cina e iniziano a preoccupare i contagi anche nell’area di Milano. Non è più solo una questione di gente che corre, anziani che vanno a fare la spesa o giovani che stanno al parco. Bisogna sospendere tutte le attività non essenziali e indispensabili alla sopravvivenza, ridurre gli orari di apertura dei grandi centri commerciali e chiuderli la domenica, chiudere le poste e le banche e limitarsi a garantire i servizi on-line e rinviare tutte le scadenze.  Questo serve – conclude il segretario – per non dare più a nessuno un motivo o una scusa per uscire di casa che non siano la cura, l’approvvigionamento alimentare e il lavoro nei servizi e nelle produzioni che non si possono sospendere. Bisogna fermarsi di più e ancora di più”.

Chiudere tutto ciò che non è necessario alla sopravvivenza, comprese le fabbriche che non producono beni di prima necessità. Perché, come dice Elena Lattuada, segretaria generale della Cgil Lombardia, in un’intervista a Giorgio Sbordoni “gli appelli ripetuti negli ultimi giorni stridono con il fatto che sono ancora tante le persone che dal lunedì al venerdì devono recarsi al lavoro. Così si fa fatica a comprendere il messaggio. Da una parte si invita tutti a rimanere in casa e, sembrando evidente che la via dell’autoregolamentazione non funziona, si invocano misure anche più restrittive. Dall’altra, al netto di alcune grandi aziende manifatturiere che hanno deciso di fermarsi, restano ancora tanti i luoghi di lavoro aperti”.

E ieri, Cgil, Cisl e Uil della Lombardia hanno diffuso una nota dal titolo inequivocabile: “Fermiamoci per la vita”, un appello ad ascoltare le parole del vicepresidente della Croce Rossa cinese, presente ieri a Milano “Speriamo che le parole pronunciate oggi a Milano dal Vicepresidente della Croce Rossa cinese – scrivono i sindacati – “Bisogna fermare le attività economiche e fermare la mobilità: tutti devono poter proteggere la propria vita” e “non abbiamo altra scelta di fronte alla vita” siano ascoltate dal Governo italiano e dalla nostra Regione più di quanto non sono state ascoltate le richieste e i crescenti appelli di Cgil Cisl e Uil, da quindici giorni a questa parte. Sospendere tutte le attività non essenziali e indispensabili alla sopravvivenza, ridurre gli orari di apertura dei grandi centri commerciali e chiuderli la domenica, chiudere le poste e le banche e limitarsi a garantire i servizi on-line, rinviare tutte le scadenze. Questo serve per non dare più a nessuno un motivo o una scusa per uscire di casa che non siano la cura, l’approvvigionamento alimentare e il lavoro nei servizi e nelle produzioni che non si possono sospendere. Non è ancora troppo tardi. Facciamolo subito. Fermiamoci per la vita!”

Fortebraccio News

ISCRIVITI A WORKING CLASS HERO

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...