La risposta dell’Europa al coronavirus deve essere la solidarietà – Nicoletta Grieco

Nessuno di noi, giovane o anziano, avrebbe mai potuto immaginare quello che sta accadendo nel nostro paese e nel vecchio continente.

Neanche nel peggior romanzo catastrofista avremmo mai potuto immaginare come normalità il vedere le nostre strade, quelle che da anni calpestiamo ignari della nostra libertà, semideserte, popolate da sparuti individui, coperti da una maschera che ne nasconde il sorriso.

La Cina sembrava lontana, la abbiamo guardata con sufficienza e con la solita spocchia: mangiano i pipistrelli, hanno abitudini alimentari diverse.

La Cina, che in quasi 3 mesi ha sconfitto il virus ed oggi ci manda aiuti e medici.

E noi, il vecchio continente, quello i cui valori fondanti sono le libertà fondamentali e i diritti di cittadinanza universalistici come la salute, ci siamo fatti cogliere impreparati.

Abbiamo dimenticato quanto dichiarato nel Manifesto di Ventone, che preconizzava una visione di insieme di tutti i popoli riconoscendo alla federazione europea il ruolo di ’unica garanzia concepibile che i rapporti con i popoli asiatici e americani possano svolgersi su una base di pacifica cooperazione’.’Un’Europa libera e unita’ come  ‘premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna, di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era sarà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro la disuguaglianza ed i privilegi sociali.’

Un’Europa basata su ‘una consolidata impronta di libertà, impregnata di un forte senso di solidarietà sociale’.

Quella solidarietà sociale che si traduce, nella Carta dei Diritti Fondamentali della UE, anche nella protezione ed il diritto alla salute dei cittadini.

Il sistema universalistico di diritto alla salute, quei sistemi così decantati al mondo intero, come il modello italiano e francese, depauperati da anni di crisi che li hanno depotenziati, usati come come bancomat per far fronte alla crisi, attaccati e minacciati dalle multinazionali straniere della sanità privata.

Ecco come ci ha sorpresi il coronavirus.

Ed ora al fronte dell’emergenza ci sono quei servizi pubblici, la sanità in primis, che abbiamo maltrattato, definanziato e anche criticato per molto tempo.

La situazione è così non solo in Italia ma nell’intera Europa: Spagna, Francia e presto anche la Germania si troveranno a fronteggiare una situazione di forte emergenza.

Sinora la risposta dell’Unione è stata debole, continuano a prevalere interessi particolari degli stati membri.

Ma la tragedia, la eccezionalità del momento, devono essere un monito per l’Europa.

L’Europa deve recuperare il valore fondante della solidarietà, la universalità dei diritti fondamentali dei cittadini.

Abbandonare il modello dell’austerità, della ‘stabilità economica’ che genera instabilità e morte, e distinguersi come comunità effettiva.

Se non apprenderà, e in fretta, da questa lezione l’Europa sarà morta per sempre, e con essa anche la possibilità di riprenderci da questa terribile crisi.

Dobbiamo lottare perché ci sia una risposta a questa crisi veramente ‘comunitaria’, come solo una vera comunità può dare.

Come si conclude ne il Manifesto di Ventotene: “Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell’attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l’eredità di tutti i movimenti di elevazione dell’umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo.

La via da percorrere non è facile né sicura, ma deve essere percorsa e lo sarà.”

Nicoletta Grieco

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