I medici cubani “sbancano” sui social. 1.700.000 condivisioni per il post di ringraziamento

In questi tempi di paura e fatiche, che accomunano sia chi deve restare a casa sia chi è costretto ancora a lavorare, ciò che ha conquistato gli italiani (e, di conseguenza, le pagine “social” degli italiani) è la solidarietà internazionale, un concetto che si voleva dare per estinto nel secolo scorso, affossato definitivamente nell’odio per i migranti, nei “porti chiusi” e in quel “aiutiamoli a casa loro” usato solo a mo’ di sberleffo, di provocazione. La solidarietà internazionale che abbiamo cominciato a ricevere, nella nostra ora più buia, persino dai bambini del Burundi, e che ci ha improvvisamente illuminato il cuore. E così abbiamo sentito il bisogno di ringraziare pubblicamente, un po’ stupiti e commossi, chi è venuto a darci una mano.

Guardando le pagine dei social, in questi giorni, i protagonisti sono giustamente loro: accanto alla riconoscenza per chi lavora davvero in prima linea negli ospedali, nei supermercati, nelle strade e nelle fabbriche, il nostro popolo applaude riconoscente chi è venuto –straniero in una terra straniera- ad aiutarci.

Ce ne siamo accorti presto anche sul nostro blog: quando abbiamo dato la notizia dell’arrivo dei medici e dei materiali sanitari dalla Cina, il nostro pezzo ha superato in poche ore le 350.000 condivisioni su facebook. Un risultato impressionante: irripetibile, pensavamo. Finché non sono arrivati i medici da Cuba, con i loro sorrisi –questi sì per fortuna contagiosi, anche dietro la mascherina. Il nostro ringraziamento a quella piccola isola, fatta di spiagge e rivoluzioni e della certezza incrollabile che alla fine vinceremo, è stato condiviso da un milione e seicentomila persone. Numeri da record, che nessuna “Bestia” sovranista potrà mai raggiungere, cui vanno aggiunti tutti quelli fatti da atnte altre pagine e blog. Milioni di italiani hanno così testimoniato gratitudine e riconoscenza verso lo spirito internazionalista della piccola Cuba.

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E’ la solidarietà internazionale ad essere tornata protagonista, ad essere diventata così benignamente virale sui nostri social, con buona pace dei comunicatori di Salvini.. Ce ne ricorderemo, è sicuro: quando sconfiggeremo finalmente questo COVID-19, ricorderemo chi è venuto ad alleviare le nostre sofferenze e le nostre paure. Saremo magari migliori di come eravamo prima e non dimenticheremo chi ha dato e sta dando la vita per noi. Perché, come ha detto il medico cubano capo-delegazione, appena atterrato a Fiumicino, “chi muore per la vita non può chiamarsi morto”.

Fortebraccio News

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