Rossano Rossi: “Se i padroni vogliono lavorare per forza noi risponderemo con lo sciopero”

Il decreto che dispone la chiusura delle fabbriche non essenziali è stato firmato ieri pomeriggio dal premier Giuseppe Conte che, in un primo momento, su pressing di Confindustria, aveva pensato di farlo slittare a mercoledì. La firma è arrivata dopo la ferma protesta dei sindacati che hanno “minacciato” la mobilitazione, fino allo sciopero generale, nel caso in cui il decreto non fosse stato firmato. Ma adesso, quello che non convince, è l’elenco delle attività considerate essenziali allegato al decreto che, secondo tanti, sembra scritto da Confindustria e che ha scatenato la durissima reazione di Cgil, Cisl e Uil, secondo cui non è lo stesso elenco concordato in sede di confronto con il governo: “Il Dpcm e lo schema allegato firmato oggi 22 marzo dal Presidente del Consiglio e dal Ministro della Salute – scrvono le tre confederazioni – non tiene conto se non in modo molto parziale delle istanze e delle necessità che abbiamo posto all’attenzione dell’Esecutivo, prevedendo una serie molto consistente di attività industriali e commerciali aggiuntive rispetto allo schema iniziale presentato dal Governo, per gran parte delle quali riteniamo non sussistere la caratteristica di attività indispensabile o essenziale. Un elenco talmente lungo, in cui rientrano persino le aziende che producono corde per le imbarcazioni e altre produzioni non proprio essenziali e necessarie a contrastare l’emergenza coronavirus. Insomma, fatta la legge trovato l’inganno, come si suol dire. E dunque, se da una parte il governo si è detto determinato nel chiudere il maggior numero di attività non necessarie al fine di prevenire ulteriore contagio, dall’altra le lascia pressoché tutte aperte. Tra le reazioni più dure, quella del segretario della Cgil di Lucca, Rossano Rossi.

“Allora – scrive Rossi – mi sono proprio rotto le scatole della ipocrisia che continua ma che alla fine sarà spazzata via dalla realtà. Una realtà fatta di padroni cinici che nemmeno in uno stato di Pandemia, di morti, di tanti morti, di morti soli come cani, riescono ad abdicare ai loro interessi. I loro egoisti interessi, non me ne frega nulla se dopo (spero ci sia un dopo) la pandemia saremo più poveri, ma almeno saremo vivi e con la voglia di vivere e se faremo tanti sacrifici fini alla fame, ci farà solo bene se al contempo avremo imparato l’umanità, la solidarietà e la fraternità. Che sparisca pure la società attuale fatta di egoismo razzismo e accaparramento dove noi belli grassi sui divani indifferenti vedevamo affondare bambini inermi. Dove una Europa fasulla costruita su biechi interessi vanificava il sogno di coloro che l’avevano pensata in ben altra maniera. Ipocrisia imperante: si da spazio alla Repubblica Ceca che ci restituisce 200 Mila mascherine che ci aveva fregato, alla Germania che sembra allentare la morsa economica, ma si passa troppo velocemente sugli aiuti concreti e notevoli che ci arrivano da Cuba, Cina, Venezuela. Se i padroni vogliono lavorare per forza – conclude il segretario – noi risponderemo con lo SCIOPERO! Per la vita, ma vita da uomini non da sciacalli”.

Fortebraccio News

 

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