Il Pd propone la patrimoniale

C’è chi la chiama prestito di solidarietà, chi la chiama contributo di solidarietà, chi la chiama Filippo e chi la chiama Antonio. Tutto pur di non chiamarla col suo nome: patrimoniale, ossia un prelievo sulla ricchezza di chi ha di più a favore di chi ha di meno. A proporla, in questi tempi di coronavirus, sono stati in tanti: da Pierferdinando Casini alle Sardine. Ma oggi, colpo di scena, la proposta di patrimoniale, definita in questo caso contributo di solidarietà, è stata avanzata dal Pd, atraverso Graziano Delrio e Fabio Melilli, capigruppo del Pd rispettivamente alla Camera e in commissione Bilancio; “I cittadini con redditi più elevati di 80.000 euro – è l’idea degli esponenti Pd – dovranno versare un contributo di solidarietà che inciderà sulla parte eccedente tale soglia. La somma versata sarà deducibile e andrà da alcune centinaia di euro fino a decine di migliaia per redditi superiori al milione. Il gettito atteso è 1,3 miliardi annui”.

“Ci sono famiglie che in questi giorni non hanno risorse sufficienti per provvedere all’acquisto nemmeno dei beni di prima necessità: c’è un rischio povertà per un ulteriore milione di bambini”, hanno sottolineato Delrio e Melilli. “Un grande e solidale paese come l’Italia non può non porsi il tema di come le classi dirigenti e coloro che dispongono di redditi elevati debbano essere chiamati a contribuire a favore di chi non ce la fa”.

Fortebraccio News

4 pensieri riguardo “Il Pd propone la patrimoniale

  1. E’ sul reddito e quindi non è una patrimoniale! C’è già stato, dal 41% al 43%, un contributo di solidarietà! Io credo sia più colossale questa tassa sul reddito. Una busta paga mensile,come milioni di tante altre, di 1.350 euro netti con prelievo Irpef di 190 euro paga un’altra tassa di 250 euro mensili per andare a lavorare inerente alla benzina per la sua 500! In tutto mensilmente per queste due tasse paga 440 euro più del 30% sul suo netto! Poi ci aggiungiamo tutte le altre indirette sui consumi a cominciare dall’IVA! Ma non è una novità che,storicamente, le classi dirigenti borghesi liberali abbiano preferito le indirette sui consumi a quelle progressive sui redditi! Ciò che meraviglia è chi deve difendere buste paga e pensioni se ne stia zitto davanti a questa colossale classista tassa regressiva e anticonomica! Noi abbiamo una Costituzione progressista che prevede l’intero sistema tributario progressivo! Ciò ancora non siamo riusciti a realizzarlo. Anche nel Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels sta scritto “starke Progressivsteuer” che sta per ” imposta fortemente progressiva” in modo da ridurre il potere d’acquisto ai capitalisti e aumentarlo agli operai.Noi abbiamo avuto dal 1973 una imposta IVA con una media del 6% ed una al 38% sui beni di lusso. L’ Irpef da un minimo del 10% ad un massimo del 72% ! Oggi,siamo arrivati ad avere un fisco classista e antidemocratico! Infatti abbiamo una IVA media del 13% su prodotti di 1a e 2a necessità ed una al 22% su prodotti di lusso ma anche di 1a e 2a necessità come la camomilla e la carta igienica e così come molti altri. L’Irpef oggi ha una aliquota al 23% ( più che raddoppiata) e la massima al 41% ( quasi dimezzata)! Poi gli evasori hanno ottenuto anche la flat tax! Siamo ritornati al 1848 dello statuto albertino! Ecco ,anche perchè, i lavoratori europei non possono aiutare un paese di evasori!
    A quando la rivoluzione fiscale democrativa?

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