Il messaggio dal pompiere inglese che canta Bella Ciao per i colleghi italiani: “La solidarietà internazionale è nel nostro Dna, siamo noi lavoratori che muoviamo il mondo”

 Il vigile del fuoco inglese di origini italiane, Riccardo La Torre, che apre il video in cui i Fire Brigades Union (il sindacato dei pompieri britannici), dedicano “Bella Ciao” ai colleghi e ai lavoratori italiani e a tutti quelli che stanno combattendo contro il coronavirus ha inviato un bellissimo messaggio in esclusiva per il nostro blog e per i nostri lettori. Eccolo:

“La solidarietà internazionale è nel nostro Dna”

Tutti i membri della Fire Brigades Union hanno voluto realizzare insieme un messaggio di solidarietà ai colleghi italiani. Abbiamo visto che i nostri fratelli e sorelle in Italia erano in prima linea nella crisi e volevamo far loro sapere che i compagni dell’FBU li stavano pensando. La famiglia dei pompieri è internazionale, condividiamo un legame unico e speciale, condividiamo legami di classe e di lotta. È più importante che mai, in momenti come questi, che la nostra solidarietà non conosca confini. L’FBU ha una storia orgogliosa di solidarietà internazionale, è nel nostro DNA. Siamo stati uno dei primi sindacati in Gran Bretagna a denunciare l’apartheid e Nelson Mandela è diventato un membro onorario dell’FBU! I pompieri sono lavoratori “umanitari” che scelgono il proprio mestiere per aiutare le persone.

bellaciao

E i sindacalisti sono persone che si battono per un mondo più giusto. Penso che sia naturale che, quando metti insieme questi due elementi, emerga un forte senso di solidarietà con gli altri esseri umani. La famiglia dei vigili del fuoco è internazionale, così come la nostra classe e la nostra lotta. Solo organizzandoci anche a livello internazionale possiamo raggiungere i nostri obiettivi. Solidarietà è la parola con cui apriamo e chiudiamo il videomessaggio: solidarietà come quella mostrata dai medici cubani. Siamo felici di sapere che anche la CGIL ha chiesto lo stop all’embargo contro Cuba. Anche il Segretario Generale dell’FBU ha firmato una lettera aperta con le stesse richieste: gli attacchi al popolo cubano per mezzo dell’embargo sono vergognosi e non democratici in nessun momento, ma durante questa crisi sono particolarmente vili. Forniture e attrezzature mediche che sarebbero vitali per l’isola sono bloccate. Tuttavia, stiamo assistendo a un grande esempio di solidarietà internazionale da parte di Cuba, che invia medici per assistere i Paesi più colpiti dalla crisi. Tutti i lavoratori dovrebbero opporsi a questi attacchi contro il popolo cubano. Nel nostro messaggio, abbiamo cantato insieme Bella Ciao, che è la canzone dei partigiani italiani e degli antifascisti di tutto il mondo. Essere antifascisti oggi è il rifiuto dei tentativi di dividere i lavoratori. I sindacati devono svolgere un ruolo importante in questo senso. È stata una tattica impiegata nel corso della storia, cercare di dividere i lavoratori e farci combattere l’uno contro l’altro piuttosto che combattere chi sta sopra di noi. Dobbiamo respingere questa tattica e il posto di lavoro – l’arena dei sindacati, è un buon punto di partenza. Oggi, come antifascisti, dobbiamo opporci ai tentativi di indicare negli altri lavoratori il capro espiatorio delle nostre lotte e concentrare i nostri sforzi e la nostra organizzazione, uniti come classe, su quelli che sono i veri responsabili delle ingiustizie nelle nostre società. Io sono membro del sindacato dal giorno stesso in cui ho iniziato a lavorare come vigile del fuoco da adolescente, nel luglio 2003. Ho visto il nostro servizio essenziale, e i diritti di coloro che vi lavorano, subire tagli e attacchi dai governi che si sono succeduti. Abbiamo visto 11.000 posti di pompiere tagliati nell’ultimo decennio: ma sarebbe stato ancora peggio se non fosse stato per i membri del sindacato, che hanno combattuto uniti. Ho dovuto scioperare molte volte per salvare autopompe e caserme dai tagli e per difendere salari, pensioni e diritti. Anche oggi, le protezioni che abbiamo, come gli autorespiratori, non ci sono state “regalate” dai nostri superiori: sono state vinte dal sindacato e grazie all’organizzazione dei lavoratori. La pandemia ha evidenziato che sono proprio i lavoratori a far muovere il mondo. Lo nutriamo, lo istruiamo, lo trasportiamo, lo curiamo, lo proteggiamo e molto altro ancora, anche in una crisi terribile come questa. Tuttavia, abbiamo visto che la nostra società non è organizzata per soddisfare le esigenze dei lavoratori. Dobbiamo ricordare questo messaggio, specialmente in occasione della Festa internazionale dei Lavoratori che cadrà tra poco. Dobbiamo ricordare e commemorare ogni singolo lavoratore che è morto di fronte a questa crisi e allo stesso tempo impegnarci a lottare per coloro che sono ancora vivi. Esiste un modo migliore e una classe lavoratrice organizzata e determinata può realizzarlo, se unita. Ricordiamo i morti, combattiamo per i vivi.

Riccardo La Torre (Fbu)

Fortebraccio News

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